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L'Europa medievale illuminata - Teatro Carcano - Philippe Daverio

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Ho finalmente capito l'europa

"L'Europa medievale illuminata"

quarta conferenza-spettacolo svoltasi al Teatro Carcano di Milano sull'Europa


Teatro Carcano - Stagione 17-18

Teatro Carcano Centro d'Arte Contemporanea


Un ringraziamento speciale al Consorzio Vino doc San Colombano e al Forno Segalini

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💬 Comments on the video
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Però Daverio, parlare di Medioevo per un'ora e mezza, a Milano, e non citare il nome dei Longobardi .. è una bella impresa! Chissà che gli hanno fatto? Magari erano proto-Guelfi, poveretti!
D'accordo invece con l'idea del Latino in prima elementare. Bravo Daverio!

Author — Paullian Blantar

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Documenti video che dovrebbero essere trasmessi dalle Rai TV a reti unificate e in prima serata...
ma è cosa impossibile! Grande Philippe Daverio!!!!

Author — L'altra parte del mondo

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Philippe Daverio che supporta involontariamente Feudalesimo e Libertà, bellissimo!

Author — RedStar Comics

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Un esercizio continuo per la mente, una girandola di punti di vista assolutamente stimolanti.

Author — Luigi Scarpa

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In realtà i romani ferravano i cavalli e diffusero la ferratura. Non conoscevano la staffa, che venne inventata dagli Avari.

Author — massimo valerio Preite

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gigantesco. ho amato ogni minuto della sua narrazione! che bravo lui e guarda quanti spunti nuovi su cui riflettere!

Author — Majsterovic

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ADORO!! Butto lì, come la più svampita delle fans!!

Author — Simona Proietti

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Peccato per lo scivolone finale sulla paura dell'anno 1000, purtroppo certe leggende ormai consolidate colpiscono anche i grandi divulgatori, dando per assodata una cosa che, a conti fatti, non v'è stata.

Author — Alberto Vasile

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Io ti adoro tantissimo. Grazie Daverio, sei veramente un grande.

Author — Sara Ronzoni Mezzosoprano

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Solo una precisazione: Eratostene di Alessandria, osservando l'angolo di inclinazione del sole allo zenith su una stessa data di riferimento (il solstizio d'estate) in due punti diversi, la distanza ed il tempo impiegato da una carovana da lui stesso assoldata a transitare da Alessandria d'Egitto fino a Siene, arrivo' a capire con una semplice proporzione che quella distanza era equivalente ad otto parti su cento di una circonferenza.

Sapendo dunque la distanza percorsa dalle carovane tra le due tratte, che grosso modo era perpendicolare ai due parallelli dei tropici, (grazie agli scribi egiziani) e che questa equivaleva a 7 gradi di una circonferenza, si limito' a calcolare il mancante con un altra proporzione e azzardo' la circonferenza del pianeta sbagliando non di un 11-13%, ma di un comprensibile 10% considerando la lunghezza dei cosidetti "stadi" di allora (176.4 metri), e di un 15% considerando gli "stadi" italiani del rinascimento (186 e qualcosa).

Oggettivamente il poverino non poteva sapere che il pianeta era una Sfera leggermente schiacciata ai poli.

Carl Sagan ai tempi del lancio di Voyager I e del suo vinile d'oro arrivo' a sostenere che se Eratostene di Alessandria e Aristarco di Samo non fossero stati cancellati dalla storia a quest'ora avremmo probabilmente colonizzato almeno una mezza dozina di altri pianeti abitabili, e risolto molte delle nostre dispute territoriali legati ai sistemi planetari chiusi.

Chissa' di quanto e' stato effettivamente rimandato questo curioso ed interessante futuro.

Nel 2012 il calcolo fu' ripetuto (per convalidarne il metodo), con le stesse modalita' ma stavolta con dati da localizzatori satellitari (eliminando quindi il fattore umano come fonte di rischio), il tasso di errore e' sceso dal 10% al 0.69%.

Author — AlxBrb

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Nel mondo di oggi la narrazione fa la certezza, pensiamo ai complottisti. Ciao Philippe.

Author — Dirk Pitt

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Bellissima esposizione, e ottimo modo per interpretare il medioevo. L'idea di partire dai piccoli oggetti della quotidianità spicciola l'ho trovata deliziosa.
Peccato per la fregnaccia circa la paura dell'anno mille, è talmente forte questo topos romanzesco che, per quanto sia assodato essere figlio di una storiografia errata, chiunque ci cade in trappola e la da per scontata.
Sono anche un po' perplesso circa la questione orologi e misura del tempo: con l'avvento del clero regolare (precedente l'invenzione dell'orologio) era diventato fondamentale calcolare le ore del giorno ai fini liturgici (mattutino, prima, nona, vespri, etc..). Veniva fatto con orologi ad acqua o con le candele, per altro suddividendo il giorno in 12 ore diurne e 12 ore notturne, per cui a seconda del periodo dell'anno (per il ciclo delle stagioni) le ore non erano lunghe uguali.
Così come la percezione dell'anno in corso era molto differente allora rispetto ad oggi, la riforma del calendario giuliano sarebbe arrivata solo alla fine del '500 con le conseguenti riflessioni circa la data e la percezione della stessa. Se non erro per tutto il medioevo il grosso dei documenti datava sullo stile dei romani, ovvero segnalando chi era l'imperatore (o il papa, o il signore locale) e da quanto. Insomma, io avrei approfondito un po' di più questo aspetto. Però, tolta questa mia piccola perplessità, per il resto Daverio è stato dilettevole e accattivante come pochi sanno essere.

Author — Emiliano Brotto

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Bravissimo Daverio, peccato che si sente piuttosto male, rende difficile seguirlo

Author — Rita Zambuto

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Di questi tempi, un raro esempio di pensiero non allineato. O forse semplicemente di pensiero.

Author — Fernando Serico

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grazie, gentile Daverio, per la bella conferenza, e per tante piacevoli trasmissioni che sono riuscite a divertire e appassionare alla storia dell'arte anche mio figlio. Avrei due cose da osservare. A me piace (ma è un'opinione) fare partire il Medioevo dall'invenzione della stampa. Secondo me, la rivoluzione di Lutero dipende direttamente dalla stampa, e dalle sue conseguenze a cascata, anche sulla mentalità della gente e sulla concezione centralista del potere, religioso e non solo. Basta pensare alla diversa sorte del povero Huss, non tantissimo tempo prima. Un libro, prima della stampa, costava come un SUV, dopo aveva il prezzo di un bicicletta. Come seconda cosa, sono d'accordo con lei sulla profonda frattura che si opera con la Riforma in campo musicale, ma non vedrei i paesi cattolici come destinatari di una cultura musicale più avanzata, magari a scapito della parola. Sia i paesi cattolici che quelli che seguono Lutero (per i Riformati il discorso è diverso, e più complesso) utilizzano la musica come strumento sia di aggregazione che di propaganda religiosa e politica, ma mentre nel cattolicesimo si va sempre più verso il professionismo, la ricerca della meraviglia, e la proposta di modelli di eccellenza calati "dall'alto", nel protestantesimo c'è una maggior ricerca di partecipazione. In fondo, la musica segue il destino della parola, più di quello delle arti figurative. La ringrazio ancora per il suo lavoro

Author — maria luisa Mattesini

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Or ho compreso chi era
..mi colpì tempo fa' suo manifesto apparir..Pace alla tua intraprendente magica eccentrica Anima..

Author — Lux Esculapio

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Un esercizio continuo per la mente, una girandola di punti di vista assolutamente stimolanti.

Author — Luigi Scarpa

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grazie mille! così la serie delle quattro conferenze è finalmente completa.
sarebbe bello se Herr Daverio pensasse di ricavare anche un libro da queste sue considerazioni sulla storia europea.
Ad maiora!

Author — ilmelangolo

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Grazie per il patrimonio culturale che hai donato all'umanità con grande amore e passione..resterai per sempre nei nostri cuori

Author — Monica Zorzi

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Che belle parole alla fine " il latino come lingua ufficiale europea", viene la pelle d'oca solo a pensare a quanto sarebbe fantastico. L'inglese foneticamente è orribile, è una lingua molto irregolare, ed è usato troppo e volentieri dalle potenze dominanti per controllare le economie..

Author — Fulippu Annaghiti